Chi assume una colf deve consegnare una busta paga a ogni pagamento. Questa guida mostra cosa deve contenere e come si arriva al netto, con un esempio completo calcolato sui minimi 2026 e le regole effettive del CCNL — che in più punti non coincidono con quello che ci si aspetterebbe da una busta paga ordinaria. In fondo trovi un fac simile PDF da scaricare e usare subito.
La busta paga della colf è obbligatoria?
Sì. L'art. 34 del CCNL lavoro domestico stabilisce che il datore di lavoro, a ogni corresponsione della retribuzione, deve predisporre un prospetto paga in duplice copia: una per il lavoratore, firmata dal datore, e una per il datore, firmata dal lavoratore.
La confusione sul tema nasce da un'esenzione reale ma diversa: il datore di lavoro domestico non è tenuto al Libro Unico del Lavoro (LUL), quindi non serve il cedolino vidimato tipico delle aziende. Non esiste nemmeno un modulo ministeriale: va bene qualsiasi formato, purché riporti le voci che compongono la retribuzione, i compensi per straordinari e festività e le trattenute previdenziali.
Perché conviene anche al datore
La copia firmata dal lavoratore è la prova che la retribuzione è stata corrisposta. Senza prospetti paga firmati, in caso di contestazione è il datore a dover dimostrare di aver pagato.
Le regole che la rendono diversa da una busta paga ordinaria
Prima dei numeri, quattro regole di fondo del lavoro domestico:
- Niente IRPEF. Il datore domestico non è sostituto d'imposta: in busta non esistono ritenute fiscali, detrazioni o conguagli. Le uniche trattenute sono le quote contributive a carico del lavoratore.
- I contributi non sono una percentuale. INPS e Cassa Colf si pagano come importo orario fisso per ogni ora retribuita, in base a una fascia (tabella contributi), e si conteggiano per settimane INPS, che corrono da domenica a sabato.
- Il mese commerciale usa divisori convenzionali. Le conversioni ore ↔ mese usano 4,3334 settimane al mese (52/12): il mensile equivalente di una paga oraria è
oraria × ore settimanali × 4,3334. Le festività dei pagati a ore valgono 1/6 della settimana, un giorno di ferie 1/26 del mensile. - Il netto si arrotonda all'euro superiore. L'eccedenza anticipata viene recuperata nel cedolino successivo.
Esempio completo: colf a ore, livello B, 20 ore settimanali
I dati del rapporto:
- colf non convivente, retribuita a ore, livello B,
- minimo tabellare 2026: 7,01 €/ora (minimi tabellari),
- orario: 4 ore al giorno dal lunedì al venerdì, 20 ore settimanali,
- tempo indeterminato, nessuna indennità aggiuntiva.
Due valori derivati servono per tutto il resto del calcolo:
Mensile equivalente = 7,01 × 20 × 4,3334 = 607,54 €
Paga oraria effettiva = 7,01 × 1,0833 = 7,59 € (include il rateo di tredicesima)
La paga oraria effettiva — 7,59 €, sotto la soglia di 9,61 € — colloca il rapporto nella prima fascia contributiva: 1,70 €/ora di INPS, di cui 0,43 a carico della lavoratrice, più 0,06 €/ora di Cassa Colf, di cui 0,02 a suo carico.
Il mese di esempio ha 80 ore ordinarie distribuite su 4 settimane INPS e una festività che cade in un giorno lavorativo.
La retribuzione del mese
| Voce | Quantità | Calcolo | Importo |
|---|---|---|---|
| Retribuzione ordinaria | 80 h | 80 × 7,01 | 560,80 € |
| Festività (retr. 1/6) | 1 | (20 × 7,01) / 6 | 23,37 € |
| Totale lordo | 584,17 € |
La festività non lavorata è la voce che viene sbagliata più spesso. Per chi è pagato a ore non vale "le ore di quel giorno × la paga oraria": il CCNL la retribuisce con un sesto della retribuzione settimanale, qualunque sia il giorno della settimana e quante ore fossero programmate quel giorno. Qui: 20 × 7,01 / 6 = 23,37 € per ogni festività.
E per chi è mensilizzato?
Per i lavoratori con paga mensile la festività infrasettimanale è già compresa nella mensilità: in busta la voce compare a zero. Se però la festività cade di domenica (come la Pasqua, sempre), spetta un importo aggiuntivo pari a 1/26 del mensile.
Contributi e trattenute
Le ore contributive del mese sono 84: le 80 ore lavorate più le 4 ore programmate del giorno di festività (per i contributi la festività conta le ore che si sarebbero lavorate, a differenza della retribuzione).
| Voce | Ore | Tariffa | Totale | di cui lavoratrice |
|---|---|---|---|---|
| Contributi INPS | 84 | 1,70 € | 142,80 € | 36,12 € |
| Cassa Colf | 84 | 0,08 € | 5,04 € | 1,68 € |
Il datore versa l'intero importo (147,84 €) alle scadenze trimestrali INPS; in busta paga trattiene alla lavoratrice solo la sua quota: 37,80 €.
Il netto da corrispondere
Netto provvisorio = 584,17 − 36,12 − 1,68 = 546,37 €
Arrotondamento = +0,63 € (all'euro superiore)
NETTO IN BUSTA = 547,00 €
I 63 centesimi anticipati vengono recuperati nel cedolino del mese successivo, dove compariranno come "arrotondamento precedente".
Niente IRPEF in busta paga
Il lordo meno i contributi è già il netto: nessuna ritenuta fiscale. Sarà la lavoratrice a dichiarare il reddito con il Modello 730 o Redditi PF, sulla base della certificazione che il datore le rilascia a fine anno.
Quanto costa il mese al datore
| Voce | Importo |
|---|---|
| Retribuzione lorda | 584,17 € |
| Contributi INPS quota datore (84 × 1,27) | 106,68 € |
| Cassa Colf quota datore (84 × 0,04) | 3,36 € |
| Costo totale del mese | 694,21 € |
Il quadro completo su base annua — tredicesima e TFR compresi — è nella guida Costo annuo di una colf.
I ratei: ferie, tredicesima e TFR
Ogni mese retribuito fa maturare importi che non si pagano subito ma vanno tracciati nel cedolino. Si calcolano sul mensile equivalente, non sulle ore effettive del singolo mese:
| Rateo | Calcolo | Maturato nel mese |
|---|---|---|
| Ferie | (20 × 4,3334) / 12 | 7,22 ore |
| Tredicesima | 607,54 / 12 | 50,63 € |
| TFR | (607,54 + 50,63) / 13,5 | 48,75 € |
Due dettagli da non perdere:
- la base del TFR include il rateo di tredicesima: dividere per 13,5 il solo stipendio produce un TFR più basso del dovuto;
- il mese matura ferie, tredicesima e TFR solo se conta almeno 15 giorni retribuiti ("mese utile"): un rapporto iniziato il 20 del mese non matura nulla per quel mese.
La tredicesima si eroga a dicembre, il TFR alla cessazione: il funzionamento completo è nella guida Calcolo della tredicesima.
Fac simile di busta paga da scaricare
Per chi gestisce il cedolino a mano mettiamo a disposizione un fac simile gratuito, basato sul layout del cedolino di Workledger e conforme alle voci richieste dall'art. 34 del CCNL:

Scarica il fac simile di busta paga (PDF)
I campi si compilano direttamente dal browser o da qualsiasi lettore PDF; una volta completato, si stampa in duplice copia per la firma. Il modello vale per colf, badanti e babysitter: le voci del CCNL lavoro domestico sono le stesse.
Gli errori più comuni
- Festività pagata come "ore del giorno × paga oraria" — per i pagati a ore vale 1/6 della retribuzione settimanale per ogni festività; per i mensilizzati è già inclusa, salvo il 1/26 aggiuntivo se cade di domenica.
- Contributi calcolati in percentuale sul lordo — sono importi orari fissi per fascia, conteggiati sulle ore retribuite di ogni settimana INPS.
- Fascia contributiva scelta sulla paga oraria nuda — la fascia si determina sulla retribuzione oraria effettiva (paga oraria × 1,0833, più il vitto e alloggio per i conviventi). E sopra le 24 ore settimanali la fascia è unica, con aliquota ridotta.
- TFR diviso 13,5 sul solo stipendio — la base include anche il rateo di tredicesima (e il vitto e alloggio convenzionale per i conviventi).
- Netto pagato con i centesimi — il netto si arrotonda all'euro superiore e l'eccedenza si recupera il mese dopo.
- IRPEF trattenuta per errore — il datore domestico non è sostituto d'imposta: in busta non vanno ritenute fiscali.
Come funziona in Workledger
Workledger genera il cedolino a partire dal contratto e dalle presenze del mese: minimi tabellari, festività con la regola del sesto, settimane INPS e fascia contributiva, ratei di ferie, tredicesima e TFR e arrotondamenti sono calcolati in automatico, e il PDF è pronto per la firma. La pagina Cedolini mostra il flusso completo; la documentazione sul dettaglio del cedolino spiega ogni voce.