Una badante convivente al minimo CCNL costa oltre 20.000 € l'anno tra stipendio, contributi, tredicesima e TFR (il conto completo è più sotto). Una parte di quella cifra, però, può rientrare: l'indennità di accompagnamento (551,53 € al mese nel 2026), la Prestazione Universale che fino a dicembre 2026 aggiunge 850 € al mese ai casi più gravi, la deduzione dei contributi e la detrazione del 19% in dichiarazione dei redditi, più gli aiuti di regioni e comuni. Questa guida passa in rassegna ogni misura — requisiti, importi, domanda — e chiude con l'esempio del costo reale prima e dopo gli aiuti. Importi e regole sono aggiornati ad agosto 2026.
L'indennità di accompagnamento: 551,53 € al mese
È la base di quasi tutto il sistema: la prestazione INPS per chi ha un'invalidità civile del 100% e non può camminare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure non può compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua. Per il 2026 vale 551,53 € al mese per 12 mensilità: 6.618,36 € l'anno, senza limiti di reddito né di età, esenti da IRPEF. La somma è libera: non c'è alcun obbligo di spenderla per una badante, ma nei fatti è la prima copertura del costo.
La domanda parte dal medico (di base o specialista), che invia all'INPS il certificato medico introduttivo; segue la domanda amministrativa online o tramite patronato e la visita della commissione medico legale. Con la riforma della disabilità (D.Lgs. 62/2024) in un numero crescente di province — 59 in più dal 1° marzo 2026, tra cui Roma, Milano e Torino — la domanda amministrativa non serve più: basta il certificato del medico. L'indennità decorre dal mese successivo alla domanda e viene sospesa solo in caso di ricovero a totale carico dello Stato per più di 29 giorni.
551,53 €, non 552,57 €
552,57 € era l'importo provvisorio della circolare INPS 153/2025, poi rettificato a 551,53 € dal messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026.
La Prestazione Universale: altri 850 € al mese, ma vincolati
È la misura sperimentale del «decreto Anziani» (D.Lgs. 29/2024), attiva dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Chi ne ha diritto riceve l'indennità di accompagnamento più un assegno di assistenza di 850 € al mese: in tutto 1.401,53 € mensili nel 2026, esenti da imposte. I requisiti sono cumulativi:
- almeno 80 anni;
- titolarità dell'indennità di accompagnamento (o dei requisiti per ottenerla);
- bisogno assistenziale gravissimo, accertato dall'INPS con criterio sanitario e sociale;
- ISEE sociosanitario in corso di validità non superiore a 6.000 €.
A differenza dell'accompagnamento, gli 850 € sono vincolati: vanno usati per pagare lavoratori domestici assunti regolarmente con mansioni di assistenza alla persona, per almeno 15 ore settimanali (messaggio INPS 949/2025), oppure per acquistare servizi di assistenza non residenziali da imprese o professionisti qualificati. Ogni trimestre — entro il 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio, le stesse scadenze dei contributi trimestrali — bisogna caricare sul portale INPS le buste paga quietanzate (o le fatture); l'INPS incrocia anche i propri archivi su contratto e contributi. Senza rendicontazione, o se l'ISEE supera la soglia, si decade dal beneficio e si torna alla sola indennità di accompagnamento.
La domanda si presenta online sul servizio INPS «Decreto Anziani – Prestazione Universale» (SPID, CIE o CNS) o tramite patronato, e la prestazione decorre dal mese di presentazione. La sperimentazione termina il 31 dicembre 2026: una proroga è in discussione, ma a oggi non è stata decisa.
La deduzione dei contributi: fino a 1.549,37 € in meno di reddito
Chi assume una colf, una badante o una babysitter può dedurre dal reddito complessivo i contributi INPS versati, per la parte rimasta a proprio carico, fino a 1.549,37 € l'anno (art. 10 del TUIR, rigo E23 del 730 o RP23 del modello Redditi). Tre paletti da conoscere:
- conta la quota del datore, non quella trattenuta alla lavoratrice in busta paga;
- vale il criterio di cassa: si deduce nell'anno del versamento, quindi il pagamento di gennaio 2026 relativo al quarto trimestre 2025 si deduce nel 2026;
- restano fuori i versamenti a Cassa Colf e i contributi forfettari delle regolarizzazioni.
La deduzione spetta solo a chi è datore di lavoro: se il rapporto è intestato alla madre ma paga il figlio, il figlio non può dedurre nulla. Il risparmio dipende dall'aliquota IRPEF: al 33% — lo scaglione 2026 tra 28.000 e 50.000 € — il tetto pieno vale circa 511 € d'imposta in meno, oltre alle addizionali.
La detrazione del 19% per l'assistenza a non autosufficienti
Sulle retribuzioni pagate a un addetto all'assistenza personale spetta una detrazione IRPEF del 19% su massimo 2.100 € l'anno di spesa: fino a 399 € d'imposta in meno (art. 15, lettera i-septies del TUIR, righi E8–E10 codice 15). Le condizioni:
- la persona assistita deve essere non autosufficiente negli atti della vita quotidiana, e deve risultare da certificazione medica (per l'inquadramento della lavoratrice è il campo dei livelli CS e DS);
- il reddito complessivo di chi detrae non deve superare 40.000 €;
- i pagamenti devono essere tracciabili (bonifico, assegno, strumenti elettronici): le retribuzioni in contanti non si detraggono;
- il limite di 2.100 € è per contribuente, anche se gli assistiti sono più d'uno.
A differenza della deduzione, la detrazione spetta anche al familiare che sostiene la spesa per l'anziano, pure quando questi non è fiscalmente a suo carico. I due benefici sono cumulabili perché coprono voci diverse — contributi l'una, retribuzioni l'altra; i chiarimenti 2026 dell'Agenzia delle Entrate sono riassunti nella notizia dedicata.
Chi firma il contratto conta
La deduzione dei contributi segue il datore di lavoro; la detrazione del 19% segue chi paga. Se ad assumere è il figlio che sostiene tutte le spese e ha reddito entro i 40.000 €, può cumulare entrambe; se il contratto è intestato all'anziano con pensione bassa, i benefici fiscali rischiano di perdersi per incapienza.
Il bonus assunzioni over 80: mai partito
Se ne trova ancora traccia in rete: l'esonero contributivo del 100% (fino a 3.000 € l'anno) per chi assumeva a tempo indeterminato una badante per un over 80 con accompagnamento e ISEE fino a 6.000 €, previsto dal DL 19/2024. L'INPS non ha mai pubblicato le istruzioni operative, la finestra di assunzione è scaduta il 31 dicembre 2025 e la legge di Bilancio 2026 non l'ha rinnovata: su questa misura, oggi, non conviene contare.
Gli aiuti di regioni e comuni
Quasi tutte le regioni finanziano la domiciliarità con assegni di cura, contributi per l'assunzione regolare di assistenti familiari e voucher, spesso a valere sul Fondo per le non autosufficienze. Importi, soglie ISEE e finestre di domanda cambiano ogni anno e da un territorio all'altro; il canale è quasi sempre il comune, l'ambito sociale o la ASL (sportello sociale o Punto unico di accesso). Alcuni esempi verificati ad agosto 2026:
| Dove | Misura | Cosa prevede |
|---|---|---|
| Lombardia | Bonus assistenti familiari | Rimborso del 60% delle spese retributive, fino a 2.400 € (ISEE ≤ 25.000 €), con badante iscritta al registro regionale |
| Lombardia | Misura Sostegno / Servizi (ex B1/B2) | Contributo mensile per non autosufficienti, più alto se l'assistente è assunta con regolare contratto |
| Emilia-Romagna | Assegno di cura anziani | Contributo giornaliero (ISEE ≤ 25.000 €) più 160 €/mese se c'è un'assistente assunta per almeno 20 ore settimanali |
| Bolzano | Assegno di cura | Da 599 a 1.800 €/mese secondo il livello di non autosufficienza, senza limiti di reddito |
| Sardegna | Piani legge 162/1998 | Piani personalizzati che finanziano l'assistenza domiciliare, modulati sull'ISEE, domanda al comune |
Molte regioni tengono anche registri territoriali degli assistenti familiari: l'iscrizione della lavoratrice è spesso condizione per i contributi ed è una garanzia in più in fase di selezione.
Home Care Premium: per dipendenti e pensionati pubblici
Chi è iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali INPS — dipendenti e pensionati pubblici, per sé o per coniuge e parenti di primo grado — può accedere a Home Care Premium 2025–2028: un contributo mensile a rimborso del costo della badante assunta (retribuzione e contributi a carico del datore, escluso il TFR), da 350 € fino a 1.380 € al mese secondo ISEE e gravità, più servizi integrativi tramite gli ambiti convenzionati. Il contributo è decurtato dell'indennità di accompagnamento e degli assegni di cura locali percepiti. Le domande si presentano sul Portale prestazioni welfare INPS entro il 31 gennaio 2028, con graduatorie mensili; i benefici durano fino al 30 giugno 2028.
L'ISEE giusto: il sociosanitario, spesso più basso
Quasi tutte le misure di questa guida guardano all'ISEE sociosanitario (DPCM 159/2013), non all'ISEE ordinario. Per le prestazioni a favore di persone maggiorenni non autosufficienti si può dichiarare il nucleo ristretto — solo beneficiario, coniuge e figli minorenni o maggiorenni a carico — lasciando fuori gli altri conviventi: per un anziano che vive con la famiglia di un figlio l'indicatore scende spesso in modo sostanziale. Si ottiene presentando la DSU al CAF o con l'ISEE precompilato sul sito INPS, e vale solo per le prestazioni sociosanitarie. Unica eccezione rilevante: per la Prestazione Universale l'INPS richiede l'ISEE sociosanitario ordinario, senza nucleo ristretto.
Quanto resta da pagare: l'esempio completo
Prendiamo la badante convivente livello CS a 54 ore dell'esempio di busta paga, al minimo 2026, per un anno intero (2.808 ore contributive):
| Voce | Importo annuo |
|---|---|
| Retribuzione (12 mensilità) | 14.326,08 € |
| Tredicesima (con vitto e alloggio) | 1.393,64 € |
| TFR accantonato | 1.342,02 € |
| Contributi INPS | 3.481,92 € |
| Cassa Colf | 224,64 € |
| Costo totale per il datore | 20.768,30 € |
L'assistita è una signora non autosufficiente con indennità di accompagnamento; datore di lavoro è la figlia, reddito 35.000 € (aliquota IRPEF 33%), che sostiene le spese con pagamenti tracciabili:
| Aiuto | Effetto annuo |
|---|---|
| Indennità di accompagnamento | −6.618,36 € |
| Deduzione contributi (1.549,37 € × 33%) | −511,29 € |
| Detrazione 19% (su 2.100 €) | −399,00 € |
| Costo effettivo dopo gli aiuti | 13.239,65 € |
Dal costo pieno di 20.768 € si scende a circa 13.240 € l'anno — da 1.731 a 1.103 € al mese, un terzo in meno — senza contare eventuali contributi regionali. Se la signora avesse più di 80 anni e un ISEE sociosanitario entro 6.000 €, la Prestazione Universale aggiungerebbe 10.200 € l'anno: il costo residuo scenderebbe intorno a 3.950 € l'anno, circa 330 € al mese, prima ancora degli sgravi fiscali.
Documenti e domande: la mappa
| Aiuto | Dove si chiede | Documenti chiave |
|---|---|---|
| Indennità di accompagnamento | Medico certificatore, poi INPS online o patronato | Certificato medico introduttivo, verbale della commissione |
| Prestazione Universale | Servizio INPS «Decreto Anziani» o patronato | ISEE sociosanitario, poi buste paga quietanzate ogni trimestre |
| Deduzione e detrazione | Dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) | Ricevute dei versamenti INPS, cedolini, certificato medico, pagamenti tracciabili |
| Aiuti regionali e comunali | Comune, ambito sociale o ASL (sportello sociale, PUA) | ISEE sociosanitario, contratto di assunzione |
| Home Care Premium | Portale prestazioni welfare INPS | ISEE sociosanitario, dati del rapporto di lavoro domestico |
Il filo comune è evidente: ogni aiuto presuppone un rapporto di lavoro regolare e documentato. Una badante pagata in nero non dà accesso a nulla — né agli 850 € della Prestazione Universale, né ai benefici fiscali, né ai contributi regionali (come mettersi in regola).
Gli errori più comuni
- Pagare la badante in contanti — la detrazione del 19% si perde; servono strumenti tracciabili.
- Dedurre tutto il versato all'INPS — si deduce la sola quota datore, entro 1.549,37 €, Cassa Colf esclusa.
- Presentare l'ISEE ordinario — per le prestazioni sociosanitarie il nucleo ristretto spesso abbassa l'indicatore (ma la Prestazione Universale vuole il sociosanitario ordinario).
- Dimenticare la rendicontazione trimestrale della Prestazione Universale — senza buste paga caricate si decade dagli 850 €.
- Contare sul bonus assunzioni da 3.000 € — non è mai diventato operativo e non è stato rinnovato per il 2026.
Come funziona in Workledger
Tutte queste misure chiedono le stesse prove: cedolini regolari, ricevute dei contributi, totali annui. Workledger le produce come parte normale della gestione: le buste paga mensili firmabili servono alla rendicontazione trimestrale della Prestazione Universale, e il report Costo totale espone retribuzioni e quota contributi del datore già separate — i numeri che servono per il rigo E23 e per la detrazione del 19% in dichiarazione.
Riferimenti
- INPS — Indennità di accompagnamento agli invalidi civili
- INPS — Circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 (importi 2026, rettificati dal messaggio n. 628/2026)
- INPS — Decreto Anziani: Prestazione Universale
- D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 — artt. 34–36 (Prestazione Universale)
- Agenzia delle Entrate — Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026
- Agenzia delle Entrate — La detrazione per gli addetti all'assistenza a persone non autosufficienti
- INPS — Contributi e agevolazioni fiscali per chi assume un lavoratore domestico
- INPS — Bando Home Care Premium 2025–2028
- Guida: Costo annuo di una colf
- Guida: Busta paga badante convivente — esempio completo
- Guida: Contributi INPS colf e badanti