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Come mettere in regola una colf, anche per poche ore

Come mettere in regola una colf o donna delle pulizie, anche per poche ore: contratto CCNL o Libretto Famiglia, quanto costano 4 ore e i rischi del nero.

Ultima modifica: 7 min di lettura

Mettere in regola una colf, una badante o una donna delle pulizie è più semplice di quanto sembri, ed è dovuto anche per poche ore alla settimana: non esiste una soglia minima sotto la quale si possa lavorare in nero. Le strade legali sono due — il contratto secondo il CCNL del lavoro domestico oppure il Libretto di Famiglia per le prestazioni davvero occasionali. Questa guida spiega quando conviene ciascuna, quanto costa regolarizzare 4 ore a settimana e quali rischi si corrono restando in nero.

Le due strade per mettere in regola una colf

Per impiegare in modo legale chi lavora in casa ci sono due strumenti, pensati per esigenze diverse:

  1. Il contratto di lavoro domestico (CCNL). È la strada ordinaria per qualsiasi rapporto continuativo, anche di poche ore: si comunica l'assunzione all'INPS, si consegna la lettera di assunzione, ogni mese si fa la busta paga e ogni trimestre si versano i contributi. La lavoratrice matura ferie, tredicesima, TFR, malattia ed è coperta dall'INAIL.
  2. Il Libretto di Famiglia (ex voucher). È riservato alle prestazioni occasionali e saltuarie (piccoli lavori domestici, pulizie sporadiche, assistenza, ripetizioni). Funziona a "titoli" prepagati e non crea un vero rapporto di lavoro continuativo: niente ferie, niente tredicesima, niente TFR, con tetti di spesa annui rigidi.

Mettere in regola non ha un costo «di per sé»

L'atto della regolarizzazione è gratuito: la comunicazione di assunzione all'INPS non si paga. Quando si parla di «quanto costa mettere in regola una colf» si intende il costo del rapporto regolare — retribuzione, contributi, ratei — non un costo della pratica in sé.

Quando scegliere il contratto e quando il Libretto di Famiglia

La distinzione non è una questione di convenienza, ma di tipo di esigenza: la legge riserva il Libretto di Famiglia al lavoro genuinamente occasionale.

Contratto CCNLLibretto di Famiglia
Tipo di rapportoContinuativo (anche 1 ora/sett.)Occasionale, saltuario
Ferie, tredicesima, TFRNo
Malattia, maternità, INAILSolo copertura INAIL/INPS del titolo
Tetto di spesa annuoNessunoSì, rigido (vedi sotto)
AdempimentiComunicazione + busta paga + contributi trimestraliAcquisto titoli + registrazione ore sulla piattaforma INPS

In pratica: se la colf viene ogni settimana, con un orario stabile — anche solo 4 ore il martedì — il rapporto è continuativo e lo strumento corretto è il contratto, non il voucher. Il Libretto di Famiglia va bene per chi serve in modo sporadico (qualche pulizia straordinaria, una baby sitter una sera ogni tanto).

Il voucher ha un tetto di 2.500 € l'anno per datore

Con il Libretto di Famiglia ogni lavoratore può ricevere al massimo 2.500 € l'anno da uno stesso datore (oltre ai tetti complessivi annui di legge). Una colf a 4 ore a settimana via voucher costa circa 2.080 € l'anno: ci sta, ma è già al limite. A 5 ore a settimana (≈ 2.600 €) il tetto è superato — segno che, per un impegno regolare, lo strumento giusto è il contratto.

Quanto costa mettere in regola una colf per 4 ore a settimana

Prendiamo lo scenario più cercato: una colf (o donna delle pulizie) non convivente, livello B, 4 ore a settimana, pagata al minimo 2026 di 7,01 €/ora (minimi tabellari), tempo indeterminato.

Su 4 ore settimanali la retribuzione oraria effettiva è 7,01 × 1,0833 = 7,59 €, quindi nella prima fascia contributiva: INPS 1,70 €/h e Cassa Colf 0,06 €/h (tabella contributi). In un anno sono circa 208 ore (4 × 52 settimane).

Con il contratto CCNL

Retribuzione ordinaria   208 h × 7,01           = 1.458,08 €
Tredicesima              (una mensilità in più)  =   121,51 €
TFR accantonato          (1.458,08 + 121,51)/13,5 =  117,01 €
Contributi INPS          208 × 1,70             =   353,60 €
Contributi Cassa Colf    208 × 0,06             =    12,48 €
─────────────────────────────────────────────────────────────
COSTO TOTALE ANNUO PER IL DATORE                 = 2.062,68 €
VoceImporto annuo
Retribuzione 12 mensilità1.458,08 €
Tredicesima121,51 €
TFR accantonato117,01 €
Contributi INPS + Cassa Colf (totali)366,08 €
Costo totale annuo≈ 2.062,68 €

Sono circa 172 € al mese. Dei 366,08 € di contributi, 93,60 € sono la quota della lavoratrice, che il datore trattiene in busta e versa insieme alla propria: l'esborso che eccede il netto pagato è quindi di 272,48 € l'anno. La lavoratrice percepisce in busta circa 1.486 € l'anno (retribuzione + tredicesima − sua quota di contributi), più il TFR alla cessazione.

Festività, ferie e straordinari

L'esempio è volutamente essenziale. Si aggiungono le festività infrasettimanali (per chi è pagato a ore valgono (ore settimanali × paga) / 6, cioè 4,67 € l'una con 4 ore) e l'eventuale lavoro straordinario. Il dettaglio voce per voce è nell'esempio di busta paga colf; per il quadro completo dei costi vedi Costo annuo di una colf.

Con il Libretto di Famiglia

Il Libretto funziona a titoli da 10 €, ciascuno paga un'ora di lavoro e si ripartisce così:

ComponenteImporto per ora
Compenso netto alla lavoratrice8,00 €
Contributi INPS (Gestione Separata)1,65 €
Premio INAIL0,25 €
Oneri di gestione0,10 €
Valore del titolo10,00 €

Quattro ore a settimana fanno 40 € a settimana, cioè circa 2.080 € l'anno (di cui 1.664 € netti alla lavoratrice).

Il voucher non è più economico del contratto

A conti fatti il contratto costa ~9,92 €/ora «tutto compreso», il voucher 10 €/ora: praticamente uguale. Ma con il contratto, a parità di spesa, la lavoratrice ottiene ferie, tredicesima, TFR, malattia e continuità del rapporto. Il «risparmio» del voucher è un'illusione: cambia solo la tutela, non il costo.

Mettere in regola passo per passo

Con il contratto la procedura è la stessa per colf, badanti e donne delle pulizie, e si svolge in cinque passi:

  1. Definire il rapporto. Si sceglie il livello di inquadramento in base alle mansioni, l'orario settimanale e la paga oraria (mai sotto il minimo tabellare), e se il rapporto è a ore o convivente.
  2. Comunicare l'assunzione all'INPS entro le 24 ore precedenti l'inizio del lavoro, anche per una sola ora a settimana. È il passaggio che rende il rapporto regolare: vedi la guida Comunicazione di assunzione INPS.
  3. Consegnare la lettera di assunzione (il contratto scritto) con tutti gli elementi obbligatori, compreso il codice CCNL (dal 2026 è obbligatorio).
  4. Ogni mese, la busta paga. Si calcola la retribuzione e si trattiene la quota di contributi a carico della lavoratrice.
  5. Ogni trimestre, i contributi. Si versano all'INPS con PagoPA entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre: vedi Contributi INPS colf e badanti.

Ho già una colf in nero: come la regolarizzo?

Si procede con una normale comunicazione di assunzione da oggi in avanti: non si può retrodatare. I periodi pregressi in nero restano una posizione separata da sanare (contributi omessi), ma regolarizzare subito ferma l'esposizione alle sanzioni descritte più sotto.

I documenti che servono

Per la comunicazione e il contratto bastano pochi dati:

  • Documento d'identità e codice fiscale del datore e della lavoratrice;
  • per le lavoratrici extracomunitarie, il permesso di soggiorno in corso di validità che consenta l'attività lavorativa;
  • indirizzo del luogo di lavoro e data di inizio;
  • dati del rapporto: livello, mansioni, ore settimanali, paga oraria, eventuale vitto e alloggio per i conviventi;
  • IBAN o modalità di pagamento concordata;
  • le credenziali SPID/CIE del datore, necessarie per accedere ai portali INPS.

I rischi del lavoro nero

Restare in nero conviene solo in apparenza: in caso di controllo (o di una semplice rivendicazione della lavoratrice) le conseguenze sono pesanti e tutte a carico del datore.

  • Maxisanzione amministrativa per ogni lavoratore impiegato senza la comunicazione preventiva. Gli importi, aumentati del 30% nel 2024, partono da alcune migliaia di euro a lavoratore e crescono con la durata dell'irregolarità (a titolo indicativo, le fasce vanno da circa 1.950 € fino a oltre 46.800 € nei casi più gravi e prolungati).
  • Contributi omessi più sanzioni civili: l'INPS recupera tutto il non versato, con interessi e sanzioni che aumentano nel tempo.
  • Nessuna copertura INAIL: se la lavoratrice si infortuna in casa, il datore risponde in proprio, anche dei danni.
  • Nessun beneficio fiscale: senza contratto e versamenti regolari si perdono la deduzione dei contributi e la detrazione per l'assistenza ai non autosufficienti (detrazione 2026).
  • Rivendicazioni della lavoratrice: in giudizio può sempre chiedere retribuzioni arretrate, ferie, tredicesima e TFR non corrisposti.

Colf, badante o donna delle pulizie: cambia qualcosa?

No: colf, badante, donna delle pulizie e baby sitter sono tutti lavoratori domestici e seguono lo stesso CCNL e la stessa procedura di assunzione. L'unica differenza è il livello di inquadramento (e quindi il minimo orario): una donna delle pulizie a ore è in genere livello B, una badante per persona autosufficiente livello BS, una badante per non autosufficiente livello CS. Mettere in regola «una badante a ore» o «una donna delle pulizie» significa fare esattamente gli stessi cinque passi visti sopra, scegliendo il livello giusto.

Come funziona in Workledger

Workledger è pensato per i datori di lavoro privati e le famiglie: a partire dai dati del contratto produce la busta paga ogni mese, calcola e trattiene la quota di contributi della lavoratrice e prepara il riepilogo trimestrale pronto per il versamento PagoPA, oltre alla dichiarazione sostitutiva CU di fine anno. La pagina Cedolini mostra il flusso completo; la documentazione sull'assunzione INPS ripercorre ogni passaggio della regolarizzazione.

Riferimenti