I contributi del lavoro domestico non sono una percentuale dello stipendio, ma un importo fisso per ogni ora retribuita, che cambia con le ore settimanali e la paga. Si versano ogni tre mesi all'INPS, e una quota si trattiene in busta alla lavoratrice. Questa guida spiega come si calcolano sui minimi 2026, quando scadono i versamenti e come si pagano.
Come funzionano i contributi domestici, in breve
Cinque caratteristiche distinguono i contributi del lavoro domestico da quelli ordinari:
- Importo orario fisso, non percentuale. Per ogni ora retribuita si paga un importo in euro (es. 1,70 €/ora nel 2026), preso da una tabella INPS, non una quota percentuale del lordo.
- Si contano per settimane INPS. Le ore contributive si sommano per settimana, e la settimana INPS corre da domenica a sabato, non per mese di calendario.
- Sono divisi tra datore e lavoratore. La maggior parte è a carico del datore; una quota minore si trattiene in busta alla lavoratrice e il datore la versa insieme alla propria.
- Due gestori, un solo versamento. Si paga il contributo INPS (previdenza) e il contributo Cassa Colf (assistenza contrattuale): importi distinti, ma un unico avviso di pagamento.
- Si pagano con PagoPA, non con l'F24. A differenza dei contributi dei dipendenti d'azienda, quelli domestici non si versano con il modello F24: si paga l'avviso PagoPA generato dall'INPS sul Portale dei Pagamenti (come).
I contributi vanno versati per qualunque rapporto regolare, dalla prima ora, ed è obbligatorio aver prima iscritto il lavoratore con la comunicazione di assunzione INPS.
Le aliquote 2026: la soglia delle 24 ore
L'importo orario dipende da quante ore settimanali prevede il contratto. È la prima cosa da guardare:
- Oltre 24 ore settimanali (tipico dei conviventi e dei part-time lunghi): si applica un'aliquota oraria unica ridotta, indipendente dalla paga.
- Fino a 24 ore settimanali (la maggior parte delle colf a ore): l'aliquota dipende dalla fascia di retribuzione, in tre scaglioni.
Le tabelle in vigore dal 1° gennaio 2026, secondo la circolare INPS n. 9/2026, per i rapporti a tempo indeterminato:
| Retribuzione oraria effettiva | Contributo orario INPS | di cui a carico del lavoratore |
|---|---|---|
| fino a 9,61 € | 1,70 € | 0,43 € |
| oltre 9,61 € e fino a 11,70 € | 1,92 € | 0,48 € |
| oltre 11,70 € | 2,34 € | 0,59 € |
| orario oltre 24 h/sett. (qualsiasi paga) | 1,24 € | 0,31 € |
A questi si aggiunge, per ogni ora e in ogni fascia, il contributo Cassa Colf di 0,06 €/ora, di cui 0,02 € a carico della lavoratrice. La tabella completa, comprese le aliquote agevolate "senza CUAF" per coniugi e parenti conviventi, è in Riferimenti → Tabella contributi INPS.
La fascia si sceglie sulla «retribuzione oraria effettiva»
Per i rapporti fino a 24 ore la fascia non si decide sulla paga oraria nuda, ma sulla retribuzione oraria effettiva: paga oraria × 1,0833 (che incorpora il rateo di tredicesima), più il valore orario del vitto e alloggio per i conviventi. Una colf a 7,01 €/h ha quindi un'effettiva di 7,01 × 1,0833 = 7,59 € → prima fascia.
Sopra le 24 ore l'aliquota oraria scende
L'aliquota unica oltre le 24 ore (1,24 €/h) è più bassa di quella delle prime fasce. Significa che, a parità di livello, aumentare le ore oltre la soglia può ridurre il contributo orario: 24 ore costano 1,76 €/h (INPS + Cassa Colf), 25 ore scendono a 1,30 €/h.
Il tempo determinato paga aliquote orarie più alte (1,82 / 2,05 / 2,50 €/h nelle tre fasce, 1,32 €/h oltre le 24 ore), mentre le quote a carico del lavoratore restano identiche.
Esiste un minimo di ore per pagare i contributi?
No. I contributi sono dovuti per ogni ora retribuita, anche per poche ore alla settimana: non c'è una soglia minima sotto la quale si è esonerati. La soglia delle 24 ore non decide se pagare, ma solo quanto per ora.
Come si calcolano: ore × tariffa, settimana per settimana
Il conteggio parte dalle ore contributive di ogni settimana INPS (domenica → sabato). Per ciascuna settimana si sommano:
- le ore di lavoro effettivo (ordinario e straordinario);
- le ore programmate dei giorni di festività non lavorata (per i contributi la festività vale le ore che si sarebbero lavorate, anche se in busta è retribuita diversamente);
- le ore di ferie, permessi retribuiti e malattia retribuita.
Le ore della settimana si moltiplicano poi per l'aliquota oraria della fascia. Per una colf a 20 ore con una festività in un giorno feriale, un mese tipo fa 84 ore contributive (80 lavorate + 4 programmate della festività): il dettaglio del calcolo mensile è nell'esempio di busta paga colf.
Il versamento, però, è trimestrale: si sommano le ore contributive dei tre mesi del trimestre. Su base annua le settimane INPS sono 52 (circa 4,3334 al mese): un trimestre ne conta circa 13, non 12 — un dettaglio che cambia il totale rispetto al "quattro settimane al mese".
Esempio: quanto si versa per una colf a ore
Prendiamo una colf non convivente, livello B, tempo indeterminato, 20 ore settimanali a 7,01 €/ora (minimi 2026). La retribuzione oraria effettiva (7,59 €) la colloca nella prima fascia: INPS 1,70 €/h, Cassa Colf 0,06 €/h.
In un trimestre tipo (circa 13 settimane × 20 ore = 260 ore contributive, esclusi straordinari ed eventuali festività che ne aggiungono altre):
INPS 260 × 1,70 = 442,00 € (lavoratore 260 × 0,43 = 111,80 € | datore 330,20 €)
Cassa Colf 260 × 0,06 = 15,60 € (lavoratore 260 × 0,02 = 5,20 € | datore 10,40 €)
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Totale trimestre = 457,60 € (di cui 117,00 € già trattenuti in busta)
Il datore versa all'INPS l'intero importo di 457,60 €. I 117,00 € della quota a carico della lavoratrice li ha già trattenuti nelle buste paga dei tre mesi, quindi l'esborso che eccede il netto pagato è di 340,60 € a trimestre.
Badante convivente (54 ore)
Un convivente full time sta sempre oltre le 24 ore, quindi nella fascia unica (1,24 + 0,06 = 1,30 €/h). Su 54 ore settimanali fanno circa 702 ore contributive a trimestre → 912,60 € (di cui 231,66 € trattenuti alla lavoratrice). Il calcolo mensile completo è nell'esempio di busta paga della badante convivente.
Le scadenze trimestrali
I contributi si versano entro il 10 del mese successivo alla fine di ogni trimestre. Le scadenze sono fisse e uguali ogni anno:
| Trimestre di competenza | Scadenza del versamento |
|---|---|
| Gennaio – marzo | 10 aprile |
| Aprile – giugno | 10 luglio |
| Luglio – settembre | 10 ottobre |
| Ottobre – dicembre | 10 gennaio (anno successivo) |
Se la scadenza cade di sabato, domenica o in un festivo, slitta al primo giorno lavorativo utile.
Come si paga: PagoPA, App IO e codice rapporto
Dal 2026 l'INPS ha completato la dematerializzazione dei bollettini cartacei per i datori sotto i 76 anni (dettaglio). Il pagamento avviene tramite PagoPA:
- Si accede al Portale dei Pagamenti — Lavoratori Domestici sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS) e si genera l'avviso di pagamento, che riporta già gli importi calcolati sulle ore comunicate.
- L'avviso si paga online (carta, conto corrente, App INPS Mobile, App IO) oppure presso banche, uffici postali e tabaccherie aderenti al circuito PagoPA.
Verifica sempre il codice rapporto
Il codice rapporto INPS identifica il singolo rapporto di lavoro: va controllato prima di ogni pagamento, perché è ciò che attribuisce il versamento alla lavoratrice giusta. Un codice sbagliato fa risultare il rapporto scoperto anche se il bonifico è partito.
Cosa succede se si versa in ritardo
Il rapporto resta valido, ma il ritardo costa. Sul tardato o omesso versamento l'INPS applica sanzioni civili, che si aggiungono ai contributi dovuti e crescono con il passare del tempo; l'avviso PagoPA può essere rigenerato con gli importi aggiornati per regolarizzare la posizione. Conviene quindi pagare prima possibile: i ritardi prolungati lasciano scoperte settimane di contribuzione della lavoratrice e possono incidere sui suoi futuri trattamenti previdenziali.
La quota del lavoratore va trattenuta nel mese giusto
La parte a carico della lavoratrice si trattiene in busta, nel mese di competenza. Se il datore dimentica di trattenerla, non può recuperarla a posteriori sulle buste successive: resta interamente a suo carico. È un motivo in più per calcolare i contributi mese per mese, non solo alla scadenza trimestrale.
I contributi versati per colf e badanti danno inoltre diritto a un vantaggio fiscale per il datore (deduzione dei contributi previdenziali e, per l'assistenza a persone non autosufficienti, detrazione delle spese): vedi la notizia Detrazione per colf e badanti 2026.
Gli errori più comuni
- Calcolare i contributi in percentuale sul lordo — sono importi orari fissi per fascia, moltiplicati per le ore di ogni settimana INPS.
- Scegliere la fascia sulla paga oraria nuda — la fascia (fino a 24 ore) si determina sulla retribuzione oraria effettiva = paga oraria × 1,0833 + vitto/alloggio orario.
- Dimenticare che oltre le 24 ore la fascia è unica — qualsiasi sia la paga, si applica l'aliquota ridotta, uguale per tutti i livelli.
- Contare "4 settimane al mese" — l'anno ha 52 settimane INPS (≈ 4,3334 al mese): un trimestre ne conta circa 13, non 12.
- Non conteggiare le ore di festività e ferie — ai fini contributivi contano le ore programmate del giorno, non zero.
- Non trattenere la quota del lavoratore nel mese — va trattenuta in busta nel mese di competenza, altrimenti resta a carico del datore.
Come funziona in Workledger
Workledger calcola i contributi a partire dal contratto e dalle presenze: individua la fascia corretta (o l'aliquota unica oltre le 24 ore), conta le ore contributive per settimana INPS comprese festività e ferie, trattiene in busta la sola quota della lavoratrice e produce il riepilogo trimestrale pronto per il versamento. La pagina Cedolini mostra il flusso completo; la documentazione sui versamenti trimestrali spiega ogni passaggio.
Riferimenti
- Tabella contributi INPS 2026
- Minimi tabellari 2026
- Circolare INPS n. 9/2026 — Contributi lavoro domestico
- Notizia: Dematerializzazione del pagamento contributi 2026
- Documentazione: Versamenti trimestrali
- Guida: Busta paga colf a ore — esempio completo
- Guida: Busta paga badante convivente
- Guida: Costo annuo di una colf
- Guida: Comunicazione di assunzione INPS