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Contributi INPS colf e badanti: calcolo, scadenze e pagamento 2026

Come si calcolano i contributi INPS e Cassa Colf nel 2026: importo orario per fascia, soglia delle 24 ore, scadenze trimestrali e pagamento con PagoPA.

Ultima modifica: 8 min di lettura

I contributi del lavoro domestico non sono una percentuale dello stipendio, ma un importo fisso per ogni ora retribuita, che cambia con le ore settimanali e la paga. Si versano ogni tre mesi all'INPS, e una quota si trattiene in busta alla lavoratrice. Questa guida spiega come si calcolano sui minimi 2026, quando scadono i versamenti e come si pagano.

Come funzionano i contributi domestici, in breve

Cinque caratteristiche distinguono i contributi del lavoro domestico da quelli ordinari:

  1. Importo orario fisso, non percentuale. Per ogni ora retribuita si paga un importo in euro (es. 1,70 €/ora nel 2026), preso da una tabella INPS, non una quota percentuale del lordo.
  2. Si contano per settimane INPS. Le ore contributive si sommano per settimana, e la settimana INPS corre da domenica a sabato, non per mese di calendario.
  3. Sono divisi tra datore e lavoratore. La maggior parte è a carico del datore; una quota minore si trattiene in busta alla lavoratrice e il datore la versa insieme alla propria.
  4. Due gestori, un solo versamento. Si paga il contributo INPS (previdenza) e il contributo Cassa Colf (assistenza contrattuale): importi distinti, ma un unico avviso di pagamento.
  5. Si pagano con PagoPA, non con l'F24. A differenza dei contributi dei dipendenti d'azienda, quelli domestici non si versano con il modello F24: si paga l'avviso PagoPA generato dall'INPS sul Portale dei Pagamenti (come).

I contributi vanno versati per qualunque rapporto regolare, dalla prima ora, ed è obbligatorio aver prima iscritto il lavoratore con la comunicazione di assunzione INPS.

Le aliquote 2026: la soglia delle 24 ore

L'importo orario dipende da quante ore settimanali prevede il contratto. È la prima cosa da guardare:

  • Oltre 24 ore settimanali (tipico dei conviventi e dei part-time lunghi): si applica un'aliquota oraria unica ridotta, indipendente dalla paga.
  • Fino a 24 ore settimanali (la maggior parte delle colf a ore): l'aliquota dipende dalla fascia di retribuzione, in tre scaglioni.

Le tabelle in vigore dal 1° gennaio 2026, secondo la circolare INPS n. 9/2026, per i rapporti a tempo indeterminato:

Retribuzione oraria effettivaContributo orario INPSdi cui a carico del lavoratore
fino a 9,61 €1,70 €0,43 €
oltre 9,61 € e fino a 11,70 €1,92 €0,48 €
oltre 11,70 €2,34 €0,59 €
orario oltre 24 h/sett. (qualsiasi paga)1,24 €0,31 €

A questi si aggiunge, per ogni ora e in ogni fascia, il contributo Cassa Colf di 0,06 €/ora, di cui 0,02 € a carico della lavoratrice. La tabella completa, comprese le aliquote agevolate "senza CUAF" per coniugi e parenti conviventi, è in Riferimenti → Tabella contributi INPS.

La fascia si sceglie sulla «retribuzione oraria effettiva»

Per i rapporti fino a 24 ore la fascia non si decide sulla paga oraria nuda, ma sulla retribuzione oraria effettiva: paga oraria × 1,0833 (che incorpora il rateo di tredicesima), più il valore orario del vitto e alloggio per i conviventi. Una colf a 7,01 €/h ha quindi un'effettiva di 7,01 × 1,0833 = 7,59 € → prima fascia.

Sopra le 24 ore l'aliquota oraria scende

L'aliquota unica oltre le 24 ore (1,24 €/h) è più bassa di quella delle prime fasce. Significa che, a parità di livello, aumentare le ore oltre la soglia può ridurre il contributo orario: 24 ore costano 1,76 €/h (INPS + Cassa Colf), 25 ore scendono a 1,30 €/h.

Il tempo determinato paga aliquote orarie più alte (1,82 / 2,05 / 2,50 €/h nelle tre fasce, 1,32 €/h oltre le 24 ore), mentre le quote a carico del lavoratore restano identiche.

Esiste un minimo di ore per pagare i contributi?

No. I contributi sono dovuti per ogni ora retribuita, anche per poche ore alla settimana: non c'è una soglia minima sotto la quale si è esonerati. La soglia delle 24 ore non decide se pagare, ma solo quanto per ora.

Come si calcolano: ore × tariffa, settimana per settimana

Il conteggio parte dalle ore contributive di ogni settimana INPS (domenica → sabato). Per ciascuna settimana si sommano:

  • le ore di lavoro effettivo (ordinario e straordinario);
  • le ore programmate dei giorni di festività non lavorata (per i contributi la festività vale le ore che si sarebbero lavorate, anche se in busta è retribuita diversamente);
  • le ore di ferie, permessi retribuiti e malattia retribuita.

Le ore della settimana si moltiplicano poi per l'aliquota oraria della fascia. Per una colf a 20 ore con una festività in un giorno feriale, un mese tipo fa 84 ore contributive (80 lavorate + 4 programmate della festività): il dettaglio del calcolo mensile è nell'esempio di busta paga colf.

Il versamento, però, è trimestrale: si sommano le ore contributive dei tre mesi del trimestre. Su base annua le settimane INPS sono 52 (circa 4,3334 al mese): un trimestre ne conta circa 13, non 12 — un dettaglio che cambia il totale rispetto al "quattro settimane al mese".

Esempio: quanto si versa per una colf a ore

Prendiamo una colf non convivente, livello B, tempo indeterminato, 20 ore settimanali a 7,01 €/ora (minimi 2026). La retribuzione oraria effettiva (7,59 €) la colloca nella prima fascia: INPS 1,70 €/h, Cassa Colf 0,06 €/h.

In un trimestre tipo (circa 13 settimane × 20 ore = 260 ore contributive, esclusi straordinari ed eventuali festività che ne aggiungono altre):

INPS         260 × 1,70 = 442,00 €   (lavoratore 260 × 0,43 = 111,80 € | datore 330,20 €)
Cassa Colf   260 × 0,06 =  15,60 €   (lavoratore 260 × 0,02 =   5,20 € | datore  10,40 €)
─────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Totale trimestre        = 457,60 €   (di cui 117,00 € già trattenuti in busta)

Il datore versa all'INPS l'intero importo di 457,60 €. I 117,00 € della quota a carico della lavoratrice li ha già trattenuti nelle buste paga dei tre mesi, quindi l'esborso che eccede il netto pagato è di 340,60 € a trimestre.

Badante convivente (54 ore)

Un convivente full time sta sempre oltre le 24 ore, quindi nella fascia unica (1,24 + 0,06 = 1,30 €/h). Su 54 ore settimanali fanno circa 702 ore contributive a trimestre → 912,60 € (di cui 231,66 € trattenuti alla lavoratrice). Il calcolo mensile completo è nell'esempio di busta paga della badante convivente.

Le scadenze trimestrali

I contributi si versano entro il 10 del mese successivo alla fine di ogni trimestre. Le scadenze sono fisse e uguali ogni anno:

Trimestre di competenzaScadenza del versamento
Gennaio – marzo10 aprile
Aprile – giugno10 luglio
Luglio – settembre10 ottobre
Ottobre – dicembre10 gennaio (anno successivo)

Se la scadenza cade di sabato, domenica o in un festivo, slitta al primo giorno lavorativo utile.

Come si paga: PagoPA, App IO e codice rapporto

Dal 2026 l'INPS ha completato la dematerializzazione dei bollettini cartacei per i datori sotto i 76 anni (dettaglio). Il pagamento avviene tramite PagoPA:

  1. Si accede al Portale dei Pagamenti — Lavoratori Domestici sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS) e si genera l'avviso di pagamento, che riporta già gli importi calcolati sulle ore comunicate.
  2. L'avviso si paga online (carta, conto corrente, App INPS Mobile, App IO) oppure presso banche, uffici postali e tabaccherie aderenti al circuito PagoPA.

Verifica sempre il codice rapporto

Il codice rapporto INPS identifica il singolo rapporto di lavoro: va controllato prima di ogni pagamento, perché è ciò che attribuisce il versamento alla lavoratrice giusta. Un codice sbagliato fa risultare il rapporto scoperto anche se il bonifico è partito.

Cosa succede se si versa in ritardo

Il rapporto resta valido, ma il ritardo costa. Sul tardato o omesso versamento l'INPS applica sanzioni civili, che si aggiungono ai contributi dovuti e crescono con il passare del tempo; l'avviso PagoPA può essere rigenerato con gli importi aggiornati per regolarizzare la posizione. Conviene quindi pagare prima possibile: i ritardi prolungati lasciano scoperte settimane di contribuzione della lavoratrice e possono incidere sui suoi futuri trattamenti previdenziali.

La quota del lavoratore va trattenuta nel mese giusto

La parte a carico della lavoratrice si trattiene in busta, nel mese di competenza. Se il datore dimentica di trattenerla, non può recuperarla a posteriori sulle buste successive: resta interamente a suo carico. È un motivo in più per calcolare i contributi mese per mese, non solo alla scadenza trimestrale.

I contributi versati per colf e badanti danno inoltre diritto a un vantaggio fiscale per il datore (deduzione dei contributi previdenziali e, per l'assistenza a persone non autosufficienti, detrazione delle spese): vedi la notizia Detrazione per colf e badanti 2026.

Gli errori più comuni

  • Calcolare i contributi in percentuale sul lordo — sono importi orari fissi per fascia, moltiplicati per le ore di ogni settimana INPS.
  • Scegliere la fascia sulla paga oraria nuda — la fascia (fino a 24 ore) si determina sulla retribuzione oraria effettiva = paga oraria × 1,0833 + vitto/alloggio orario.
  • Dimenticare che oltre le 24 ore la fascia è unica — qualsiasi sia la paga, si applica l'aliquota ridotta, uguale per tutti i livelli.
  • Contare "4 settimane al mese" — l'anno ha 52 settimane INPS (≈ 4,3334 al mese): un trimestre ne conta circa 13, non 12.
  • Non conteggiare le ore di festività e ferie — ai fini contributivi contano le ore programmate del giorno, non zero.
  • Non trattenere la quota del lavoratore nel mese — va trattenuta in busta nel mese di competenza, altrimenti resta a carico del datore.

Come funziona in Workledger

Workledger calcola i contributi a partire dal contratto e dalle presenze: individua la fascia corretta (o l'aliquota unica oltre le 24 ore), conta le ore contributive per settimana INPS comprese festività e ferie, trattiene in busta la sola quota della lavoratrice e produce il riepilogo trimestrale pronto per il versamento. La pagina Cedolini mostra il flusso completo; la documentazione sui versamenti trimestrali spiega ogni passaggio.

Riferimenti