Retribuzione

Quanto costa una badante nel 2026: convivente, a ore, notturna e H24

Quanto costa una badante nel 2026: convivente, a ore, notturna e H24. Tutti i conti sui minimi CCNL: contributi INPS, tredicesima, TFR e costo mensile reale.

Ultima modifica: 8 min di lettura

Una badante convivente a tempo pieno, assunta al minimo CCNL, costa al datore di lavoro circa 1.730 € al mese — 20.712 € l'anno — una volta contati stipendio, contributi, tredicesima e TFR. Una badante a ore per 25 ore settimanali si ferma poco sotto i 1.190 € al mese; un'assistenza H24 vera, che per legge richiede almeno due lavoratori, parte da 3.500 €. Questa guida ricava i numeri scenario per scenario, con le tariffe 2026, e chiude con quanto se ne può recuperare grazie ad aiuti e agevolazioni.

Stime al minimo CCNL

Tutti i calcoli usano i minimi tabellari 2026: sono inderogabili verso il basso ma superabili per accordo, e nelle grandi città le paghe di mercato sono spesso più alte. La struttura del costo, però, non cambia.

Le voci che compongono il costo

Il costo di una badante non coincide con lo stipendio: al lordo si aggiungono voci che maturano comunque, ogni mese.

  1. Retribuzione — il minimo dipende dal livello di inquadramento (BS, CS o DS per le badanti) e dalla tipologia: convivente, a ore, notturna (minimi tabellari).
  2. Contributi INPS — non una percentuale ma un importo orario fisso: 1,24 €/ora sopra le 24 ore settimanali, da 1,70 a 2,34 €/ora sotto (come funzionano).
  3. Cassa Colf — 0,06 €/ora, di cui 0,02 a carico della lavoratrice.
  4. Tredicesima — una mensilità in più a dicembre, vitto e alloggio compreso.
  5. TFR — quasi una mensilità accantonata ogni anno, da liquidare alla cessazione (come si calcola).

Per i conviventi entra in gioco anche il vitto e alloggio: un valore convenzionale di 6,66 € al giorno (199,80 € al mese) che non si paga in denaro ma allarga le basi di tredicesima e TFR. In compenso non c'è alcuna IRPEF da versare: il datore domestico non è sostituto d'imposta.

Badante convivente: il caso più comune

Lo scenario di riferimento è la convivente a tempo pieno — 54 ore settimanali, il massimo consentito — livello CS, assistenza a persona non autosufficiente. Minimo 2026: 1.193,84 € al mese. Il mese ordinario, voce per voce nella guida alla busta paga, si riassume così:

VoceAl mese
Retribuzione lorda1.193,84 €
Contributi INPS e Cassa Colf quota datore209,52 €
Uscita di cassa del mese1.403,36 €
Tredicesima che matura116,14 €
TFR che matura111,84 €
Costo effettivo del mese1.631,34 €

Su base annua (52 settimane, 2.808 ore contributive) il conto completo, con i contributi interi versati dal datore — la quota della lavoratrice viene poi trattenuta in busta:

VoceImporto annuo
Retribuzione (12 mensilità)14.326,08 €
Tredicesima (con vitto e alloggio)1.393,64 €
TFR accantonato1.342,02 €
Contributi INPS3.481,92 €
Cassa Colf168,48 €
Costo totale annuo20.712,14 €

Cambiando livello — stesse 54 ore, quindi stessi contributi — cambia solo la retribuzione:

LivelloCosto annuoAl mese
BS (persona autosufficiente)18.751,05 €≈ 1.563 €
CS (non autosufficiente)20.712,14 €≈ 1.726 €
DS (non autosufficiente, con attestato)¹27.534,17 €≈ 2.295 €

¹ Il minimo DS (1.474,73 €) comprende qui anche l'indennità di funzione di 207,69 € al mese, dovuta ai conviventi D e DS.

A questi importi va aggiunta la spesa viva di pasti e stanza: il valore convenzionale di 199,80 € serve ai calcoli di busta, non a coprire il costo reale del vitto.

Badante a ore: il costo per fascia di ore

Quando l'assistenza serve solo poche ore al giorno, la badante si assume come non convivente pagata a ore: per il livello CS il minimo 2026 è 8,30 €/ora. Stime annue al minimo, tutto compreso (il CCNL ferma i non conviventi a 40 ore settimanali):

Ore settimanaliCosto annuoAl mese
105.937,22 €≈ 495 €
1810.686,98 €≈ 891 €
2514.245,03 €≈ 1.187 €
4022.792,05 €≈ 1.899 €

Le stime comprendono retribuzione, tredicesima, TFR, INPS e Cassa Colf; restano fuori straordinari e festività lavorate. Per una simulazione su misura — livello, ore e paga reali — c'è il calcolatore gratuito di doemploy.

Il paradosso delle 24 ore

Fino a 24 ore settimanali i contributi si pagano ad aliquota piena (qui 1,70 €/ora); oltre le 24 ore scatta l'aliquota ridotta di 1,24 €/ora su tutte le ore. Risultato: un contratto da 25 ore paga meno contributi INPS di uno da 24 (1.612 € contro 2.122 € l'anno) — i dettagli nella guida ai contributi.

Badante notturna: assistenza o sola presenza

Per la notte il CCNL prevede due figure diverse, spesso confuse:

  • Assistenza notturna (art. 10): cura discontinua tra le 20.00 e le 8.00. Minimi mensili 2026: 1.211,38 € per assistiti autosufficienti (BS), 1.372,91 € per non autosufficienti (CS), 1.695,99 € con attestato (DS). Ai fini contributivi l'orario convenzionale è di 8 ore a notte: con sei notti a settimana, contributi e ratei portano una CS notturna a circa 1.880 € al mese di costo pieno.
  • Presenza notturna (art. 11): il lavoratore è solo presente tra le 21.00 e le 8.00, senza prestazioni attive. Livello unico: 811,09 € al mese, orario convenzionale di 5 ore a notte — circa 1.130 € al mese tutto compreso. È la formula per chi è autosufficiente ma non deve restare solo la notte.

Attenzione all'inquadramento: se le prestazioni attive diventano ricorrenti, il rapporto è di assistenza notturna. Pagare una "presenza" a chi in realtà assiste è una fonte classica di vertenza, con differenze retributive da recuperare.

Assistenza H24: servono almeno due lavoratori

La "badante H24" — una sola persona, giorno e notte, sette giorni su sette — non esiste legalmente. Il CCNL fissa per il convivente un massimo di 10 ore al giorno e 54 alla settimana, un riposo giornaliero di 11 ore consecutive e 36 ore di riposo settimanale: le 168 ore della settimana non possono stare dentro un solo contratto, e chi le copre così lavora in condizioni irregolari, con rischio concreto di vertenze e arretrati.

La copertura continuativa si costruisce combinando più rapporti:

  • convivente diurna + assistenza notturna — la configurazione tipica per un non autosufficiente;
  • due o tre lavoratrici a rotazione, ciascuna con il proprio contratto e la propria comunicazione INPS;
  • per riposi e ferie delle titolari, le sostituzioni a tariffa oraria dedicata (come funzionano).

Il conto della configurazione tipica ai minimi CS: 1.631 € della diurna più circa 1.880 € della notturna fanno 3.500 € al mese, oltre 42.000 € l'anno, prima delle sostituzioni per riposi e ferie. È la soglia a cui il confronto con una struttura residenziale diventa legittimo — con la differenza che a domicilio gli aiuti pubblici (accompagnamento, Prestazione Universale) restano interamente spendibili sull'assistenza.

Cooperativa o assunzione diretta?

Con un'agenzia o cooperativa la famiglia non è datore di lavoro: niente comunicazioni, contributi o cedolini, ma la tariffa incorpora il margine della struttura e, a parità di ore, il costo è in genere più alto dell'assunzione diretta. Cambiano anche gli aiuti: la deduzione dei contributi spetta solo a chi è datore di lavoro, mentre la Prestazione Universale ammette anche le fatture di imprese qualificate. Per un'assistenza stabile l'assunzione diretta resta la via più economica; la cooperativa è utile per coperture brevi, d'emergenza o di prova.

Quanto si può recuperare

Una parte consistente del costo può rientrare: l'indennità di accompagnamento (551,53 € al mese nel 2026), la deduzione dei contributi fino a 1.549,37 €, la detrazione del 19% su 2.100 € di spesa e — fino al 31 dicembre 2026 — la Prestazione Universale da 850 € al mese. Per la CS convivente dell'esempio il costo annuo scende così da 20.712 € a circa 13.183 €, un terzo in meno, prima di eventuali contributi regionali: requisiti, domande ed esempio completo sono nella guida sugli aiuti e le agevolazioni. Nessun aiuto, però, è accessibile con una badante in nero (come mettersi in regola).

Gli errori più comuni

  • Fare il budget sul solo stipendio — contributi, tredicesima e TFR aggiungono dal 30 al 45% al lordo annuo.
  • Confondere il netto della lavoratrice con il costo del datore — tra il netto della CS convivente (1.123 €) e il costo effettivo del mese (1.631 €) passano oltre 500 €.
  • Cercare la "badante H24 unica" — oltre i limiti di orario e riposi il rapporto è irregolare: servono due o più contratti.
  • Calcolare i contributi in percentuale sullo stipendio — sono importi orari fissi per fascia, contati sulle settimane INPS.
  • Ignorare il vitto e alloggio nei ratei — tredicesima e TFR della convivente si calcolano sul mensile più 199,80 €.
  • Pensare che il nero costi meno — sanzioni, arretrati e la perdita di ogni aiuto pubblico ribaltano il conto.

Come funziona in Workledger

Workledger tiene questi conti per ogni rapporto: cedolini con contributi e ratei calcolati in automatico, più lavoratori e contratti gestiti in parallelo per le configurazioni H24 e il report Costo totale, che aggrega lordo, oneri del datore e costo effettivo dell'anno — la stessa base che serve per deduzione e detrazione in dichiarazione. Le pagine Cedolini e Privati e famiglie mostrano il flusso completo.

Riferimenti